Ius soli? No, grazie. Il nostro governo sosterrà la natalità e le famiglie italiane

Ius soli? No, grazie. Il nostro governo sosterrà la natalità e le famiglie italiane

Contrasto all’immigrazione clandestina e no allo ius soli.

Da Padova – e con una testimonial d’eccezione – Adolfo Urso, candidato al Senato con Fratelli d’Italia, ha rilanciato i due asset con i quali il centrodestra si è opposto con tutte le sue forze alla sciagura politica immigrazionista degli ultimi governi: «Ci troviamo ad affrontare due fenomeni pericolosi allo stesso modo – ha spiegato Urso in conferenza al Caffè Cavour – : quello della svendita del patrimonio delle aziende italiane e dell’aggressione delle multinazionali straniere nei confronti del nostro mercato interno e quello dell’immigrazione incontrollata. Un fenomeno totalmente non gestito che rappresenta sempre di più un costo sociale insopportabile, senza considerare i problemi di sicurezza connessi per tutti i cittadini italiani».

Davanti a questa emergenza la proposta del Pd di concedere la cittadinanza “facile” ai figli degli immigrati è stata giudicata da Urso «iniqua e pericolosa»: «L’obiettivo strategico di un governo di patrioti non può che essere incentivare la natalità e aiutare le famiglie italiane prima di tutto. Questo, non a caso, è il primo punto nel programma di Fratelli d’Italia».

A rafforzare questa posizione è stata Katwar Barghout, 26 anni padovana di origine marocchina, musulmana, presidente di Stop alla radicalizzazione, da più di vent’anni in Italia. «Lo ius soli semplicemente non serve – ha spiegato -, perché la legislazione attuale prevede già la possibilità di accedere alla cittadinanza, tanto per i figli degli immigrati quanto per chi ha più di 18 anni».

Lei stessa, come ha spiegato, ha ottenuto la cittadinanza dopo un iter che non l’ha privata dei diritti di tutti i minori: «Ho goduto degli stessi diritti dei miei coetanei: fa solo propaganda chi sostiene il contrario».

Infine vi è un problema di sicurezza: «Garantire la cittadinanza ai minori – ha concluso Barghout -, in un momento in cui gli ingressi di radicalizzati islamisti sono all’ordine del giorno è pericoloso: ciò renderebbe impossibile l’eventuale espulsione di un soggetto considerato sensibile in quanto l’interesse del minore in questo caso scavalca quello nazionale».

 

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