Intervento in Aula sul Meccanismo europeo di stabilità

Intervento in Aula sul Meccanismo europeo di stabilità

Signor Presidente del Consiglio, ha iniziato il suo discorso alla Camera – doverosamente l’abbiamo ascoltata nel servizio televisivo – parlando di linguaggio mite e di rispetto delle istituzioni. Le vorrei dire che il rispetto delle istituzioni è anche quello che dovrebbe avere il suo Ministro dell’economia. Poco fa il senatore Pittella si è rivolto a lei e al Ministro dell’economia; ma non vedo accanto a lei, nei banchi del Governo, il Ministro dell’economia. Evidentemente è più avvezzo ai circoli euroburocratici di Bruxelles che alle Aule del Parlamento italiano. Lo stesso Ministro dell’economia, con linguaggio mite, con stile e con rispetto delle istituzioni, ha abbandonato l’Aula platealmente, durante il dibattito alla Camera dei deputati, quando ha preso la parola il presidente del nostro partito Giorgia Meloni.
Io capisco che lei, con il suo intervento, e il Ministro dell’economia, con il suo comportamento, ci vediate come degli avversari, al punto tale che nel suo intervento alla Camera – non qui – ha di fatto attaccato a testa basta il presidente Giorgia Meloni, quasi creando – lei sì – allarmismo sul ruolo dell’opposizione. In qualche modo ci fa onore, perché evidentemente riconosce nel presidente Meloni e in Fratelli d’Italia la vera alternativa al suo Governo, tanto più che siamo stati l’unico Gruppo parlamentare a votare contro i documenti che lei ha illustrato in questa sede, e anche alla legge di delegazione europea, che conteneva – secondo lei – indicazioni precise sulla riforma del MES.
Pertanto noi siamo, sì, l’alternativa al Governo Conte-Monti – come dovremmo definirlo da oggi – e il presidente Meloni è l’alternativa a lei, anche nei consensi, almeno a leggere i sondaggi degli ultimi giorni.
Lei, in un’ora di relazione e nelle centinaia di documenti allegati che consegna agli atti, ha saputo fare – lo dico in tono mite e nel rispetto delle istituzioni – l’avvocato di se stesso – come è molto bravo a fare – ma non più l’avvocato dei cittadini. È l’avvocato di se stesso e dei grandi gruppi finanziari e bancari: è tornato alla sua originale professione. E lo ha fatto innanzitutto per dirci che i componenti del I Governo Conte sapevano tutto e che lei, verosimilmente, ha agito a loro insaputa. Lo ha detto a Salvini – a nuora – perché suocera intendesse. Lei, infatti, si è rivolto a Salvini, che non fa più parte di quel Governo che ha fatto cadere quando ha capito in che direzione lei portava il Paese, compromettendone gli interessi; ma di fatto parlava a suocera, cioè a Luigi Di Maio, che era al suo fianco alla Camera, a disagio, e non si presenta ora nell’Assemblea del Senato perché ha capito che parlava a lei.
Sostanzialmente lei ci ha detto di aver preso in giro i componenti del suo Governo, portandoli laddove non volevano. Ciò è tanto vero che il Partito Democratico, che non votò quei documenti parlamentari di indirizzo, perché allora era all’opposizione, ora è felice di quanto lei fece in quella circostanza. Come spiega questa contraddizione? Il Partito Democratico, che allora era suo fiero avversario, ora è felice di quello che lei fece allora. E questo avviene mentre il ministro Tria sostiene di non aver informato il Consiglio dei ministri né i suoi vice, perché si aspettava che lo facesse lei, e mentre l’allora vice premier e oggi ministro degli affari esteri Di Maio afferma – non un mese fa o sei mesi fa, ma stamattina – che non vuole firmare una cambiale in bianco a nome degli italiani: «Non firmiamo al buio». Ma, scusi, ha informato il ministro Di Maio – non sei mesi fa, ma questa mattina – che era tutto chiaro? Altrimenti perché dovrebbe dichiarare «Non firmiamo al buio»? Il ministro Di Maio è ancora ministro del suo Governo: lo ricordo agli amici del MoVimento 5 Stelle.
Questo è il suo comportamento con il Governo. Fatti vostri, se vogliamo. Conte I e Conte II: ha preso in giro i primi partner. Vorrei dire a Zingaretti, a Speranza e, soprattutto, a Matteo Renzi, visto il comportamento del Presidente del Consiglio rispetto ai precedenti partner di Governo, di non stare sereni, perché quello che uno ha fatto una volta lo fa una seconda volta. Ma mi rivolgo anche a lei, presidente Conte: non stia sereno nemmeno lei perché, dopo aver consumato la maggioranza Lega-5 Stelle e ora 5 Stelle-Partito Democratico, non ce n’è una terza. Noi non la voteremo mai e, quindi, non ci guardi con interesse. Dopo che ha preso in giro gli uni e poi gli altri, noi con lei non ci staremo mai.
Lei, però, certificato che ha preso in giro i componenti del Governo, portandoli su una strada diversa – e questo riguarda loro – purtroppo ha certificato anche di aver preso in giro il Parlamento, anche se ha consegnato mille documenti. Le rileggo l’impegno della risoluzione di maggioranza, che il Parlamento ha approvato a giugno: «a rendere note alle Camere le proposte di modifica al Trattato ESM, elaborate in sede europea, al fine di consentire al Parlamento di esprimersi con un atto di indirizzo». È qui che casca l’asino, e cioè i suoi contraenti di Governo che lei accusa di non saper leggere le carte. Perché cade l’asino? Cade perché lei doveva consentire al Parlamento di esprimersi con un atto di indirizzo. E quando lo ha consentito se un dibattito vero in Parlamento non c’è mai stato e lei viene qui oggi? Ha detto: “in maniera tempestiva”? Dal 14 giugno ad oggi sono passati sei mesi. E soprattutto in maniera non spontanea, perché è stato tirato qui per la giacca ripetutamente, esternamente e internamente. Quindi, in maniera non tempestiva e non spontanea, è venuto dopo sei mesi.
Quando il Parlamento si potrà esprimere con un atto di indirizzo se poco fa le note che ci vengono dall’Eurogruppo ci dicono che è stato tutto deciso a giugno e si può soltanto ratificare, e che è meglio farlo presto? Lei ha evaso nei fatti l’indirizzo del Parlamento. È in questo punto che noi la cogliamo in fallo e le diciamo che, insieme al suo Ministro dell’economia e delle finanze, e essere rispettoso del Parlamento. Io aspetto che il resoconto stenografico, che ancora non è stato pubblicato, riporti fedelmente le parole del Ministro dell’economia in Commissione finanze la scorsa settimana, quando – onorevoli senatori del Partito Democratico – ha letteralmente insultato il sottoscritto – non ha potuto più rispondergli perché non avevo la parola – come mai nessuno ha fatto in questa sede parlamentare. E poi vedremo la Presidenza della Camera che cosa dirà in proposito.
Il Ministro dell’economia ha detto con chiarezza, e lo ha ripetuto, rispetto alle nostre contestazioni che: “Se chiedete se è possibile riaprire il negoziato, vi dico che secondo me no, il testo è chiuso”. È quello che dice oggi anche l’Eurogruppo. Se il testo è chiuso, signor Presidente del Consiglio, allora il Parlamento quando potrà darle l’indirizzo? Mai. Potrà solo concludere accettando o rifiutando. Lei, quindi, ha evaso l’impegno che ha preso in Parlamento con la risoluzione approvata.
Ma andiamo al merito – e mi avvio alla conclusione, avendo qualche minuto in più per lo sforamento che è stato concesso a tutti – della questione. Lei ancora oggi ci dice una cosa non vera: ci dice che c’è un pacchetto che ha tre pilastri che chiudiamo insieme. No, perché un pilastro è già stato costruito e non si può più modificare; ce lo dicono chiaramente oggi le agenzie europee. Allora, se un pilastro è già chiuso – e, a nostro avviso, male – quale potere contrattuale abbiamo rispetto agli altri due pilastri stando di fatto in una situazione di enorme difficoltà? Nell’ambito degli altri due pilastri si decidono cose importanti per il nostro Paese, come in questo pilastro per quanto riguarda sostanzialmente sia il budget europeo, sia la garanzia dei depositi bancari che manca ancora nell’Unione bancaria.
Non si è mai vista una trattativa – e lei è un avvocato internazionalista molto esperto di queste vicende – in cui si chiude un pilastro e si discutono gli altri due, quando tutti sappiamo – ce lo dicono sostanzialmente le informative europee – che verranno discussi nell’arco del prossimo anno. In questo senso lei ha compromesso la posizione dell’Italia e, quindi, l’interesse nazionale, perché ha avallato, senza l’avallo del Parlamento, il primo pilastro, in presenza tra l’altro di una maggioranza che ha detto con chiarezza di percorrere un’altra strada. E lo ha fatto perché lei già pensava alla nuova maggioranza con Zingaretti e Monti, e ciò è tanto vero che ha varato quello, nell’ignavia e all’insaputa della maggioranza e del Governo di allora, per preparare quello attuale, ossia un nuovo Governo che cambia radicalmente l’espressione del Parlamento del giugno scorso.
Abbiate il coraggio, voi dei 5 Stelle, di fare un documento di indirizzo che, insieme a Monti, alla Bonino e al Partito Democratico, cambi radicalmente quello che avete detto ai vostri elettori, quello che avete detto ripetutamente in quest’Aula e scritto nei documenti che avete approvato nei vari mesi. Certo, si può sempre cambiare idea; voi cambiate idea, noi no; loro cambiano idea, noi no.
Per questo noi crediamo che sia importante e giusto l’allarme lanciato da noi, dal governatore Visco, dal commissario Cottarelli questa mattina, dal presidente dell’ABI Patuelli ancora questa mattina, e un anno fa – ma nel merito – anche dell’ex direttore del debito pubblico al tesoro Cannata; allarmismi che hanno svegliato la bella addormentata nel bosco, ossia l’allora vice premier Di Maio, oggi Ministro degli esteri, che improvvisamente si è destato ma che qui non ha avuto il coraggio di venire.
In conclusione, presidente Conte, lei ha detto alla Camera e anche in questa sede che il nostro Paese non avrà bisogno di ricorrere al Trattato che – lo sappiamo tutti – non è più una salva Stati, ma è una salva banche, visto che occorre ora salvare le banche tedesche a spese dei risparmiatori italiani; ha detto questo perché il nostro debito è sostenibile.
Ci spiega perché con la legge finanziaria aumentano il deficit e il debito? Ci spiega perché con il suo primo Governo, presidente Conte, sono aumentati il deficit e il debito italiani? Ci spiega perché la manovra economica non prevede, neppure al terzo anno, una riduzione del debito?
Le chiedo inoltre di spiegarci perché la Commissione europea ha contestato proprio questo. Voi stessi state aumentando il debito, attraverso una manovra metà in deficit e metà con improbabili entrate, in modo da mettere il Paese nelle condizioni – voi sì – di dover ricorrere a quello strumento cui non saremmo più in grado di ricorrere perché le norme stringenti che vengono imposte impediscono all’Italia, con l’alto debito che avete creato e che state aumentando ogni giorno, di poter poi usufruire del fondo, che è passato da fondo salva Stati a fondo di asservimento degli Stati.
È inutile nascondere che il Trattato sposta il baricentro decisionale da un organo politico, cioè dalla Commissione, al direttivo del MES, che è comunque nelle mani dei più feroci banchieri tedeschi e francesi. E questo è un elemento significativo e ineludibile. Nel fare ciò avete reso più debole il nostro Paese nel confronto successivo sulla riforma, nonché sul pilastro mancante dell’Unione bancaria e del budget europeo.
Per questo, presidente Conte, noi le diciamo che lei ha certamente pregiudicato nella sostanza, e non solo nella forma, l’interesse nazionale, di cui noi saremo invece fieri difensori oggi e domani, così come abbiamo fatto ieri, senza mai modificare la nostra posizione, al contrario di altri Gruppi – non solo il MoVimento 5 Stelle, ma anche il Partito Democratico – nel balletto tra Governo e maggioranza cui stiamo assistendo in questa legislatura.

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