Interrogazione a risposta orale al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro degli Affari esteri

Interrogazione a risposta orale al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro degli Affari esteri

Premesso che:

l’Istituto italiano statale omnicomprensivo di Asmara in Eritrea, fondato nel 1903, è l’istituzione scolastica statale italiana più grande al mondo e negli anni ha rappresentato un elemento di collaborazione qualificante tra Italia ed Eritrea, in virtù di un accordo bilaterale siglato nel 2012;

l’Istituto italiano ha formato negli anni generazioni di giovani eritrei e ha rappresentato un presidio stabile di formazione;

nonostante l’importanza a tutti nota di questo presidio scolastico in un’area particolarmente importante per i nostri interessi nazionali, il Governo non è riuscito ad evitare la definitiva chiusura della scuola di recente disposta;

secondo quanto riferito dal sottosegretario di Stato Merlo in 3ª Commissione permanente (Affari esteri, emigrazione) del Senato a marzo 2020, “di fronte all’emergenza Covid, alle ordinanze locali contro gli assembramenti, e al fatto che diversi docenti si trovavano temporaneamente fuori dal Paese o erano stati posti in quarantena dalle autorità eritree, l’Ambasciatore italiano ad Asmara aveva semplicemente disposto l’interruzione delle attività in presenza, con prosecuzione della didattica con altri mezzi”;

in realtà, la chiusura disposta, pur necessaria a causa dell’emergenza da COVID-19, ha tuttavia generato una serie di “incomprensioni”, probabilmente dovute al fatto che avrebbe dovuto essere portata a conoscenza e condivisa con le Autorità eritree con la delicatezza che una decisione simile avrebbe meritato, anche in ossequio ad un rapporto storico tra Italia ed Eritrea;

al di là delle modalità con le quali la nostra Ambasciata ha ritenuto di voler comunicare la chiusura della scuola, è evidente che occorre immediatamente attivare iniziative diplomatiche serie e convinte per il ripristino dell’importante relazione bilaterale;

l’Eritrea, infatti, oltre al legame storico con l’Italia, rappresenta, oggi più che mai, dopo la fine delle tensioni con l’Etiopia e la pace nell’area, un interlocutore privilegiato nel Corno d’Africa;

la chiusura della scuola rischia, invece, di interrompere un percorso di vicinanza al Paese e al Corno d’Africa per il quale, nonostante la disattenzione in tal senso da parte del Governo, alcune istituzioni e imprese italiane si sono spese e si spendono quotidianamente contando solo sulle loro forze;

il Corno d’Africa e l’Africa tutta più in generale, sono Paesi target della programmazione europea che ha destinato ingenti risorse proprio nell’ottica di consolidare le relazioni diplomatiche e commerciali;

è inoltre utile evidenziare come la questione relativa alla gestione amministrativa della scuola di Asmara sia già stata oggetto di un precedente atto di sindacato ispettivo, d’iniziativa della senatrice Isabella Rauti (4-03918, pubblicato il 29 luglio 2020, nella seduta n. 246), rivolto al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, rimasto però senza risposta,

si chiede di sapere quali iniziative il Governo intenda attivare per avviare immediatamente un Tavolo di confronto che possa portare alla riapertura della Scuola e al ripristino dei rapporti di collaborazione tra Italia ed Eritrea, oltre che a porre rimedio ad un’incresciosa situazione di tensione nei rapporti con il Paese che rischia di pregiudicare il ruolo dell’Italia nel Corno d’Africa e quindi i nostri interessi nazionali.

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