Il futuro di Monte Paschi di Siena

Il futuro di Monte Paschi di Siena

Grande riscontro al meeting di Siena sul futuro del MPS con la partecipazione di un centinaio di persone in presenza, mentre il video dell’incontro-dibattito ha registrato oltre mille visualizzazioni.  La nostra proposta di rinviare la privatizzazione ad un nuovo contesto bancario in un quadro finanziario post Covid  trova ampio consenso.

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Prospettive e scenari sul futuro Mps”: il senatore e vicepresidente del Copasir è intervenuto a Siena. Partecipata iniziativa al rettorato dell’Università di Siena

Si è parlato del futuro di Monte dei Paschi nell’iniziaitva organizzata nella giornata di ieri nell’aula magna del rettorato dell’università di Siena dal tiolo “Prospettive e scenari sul futuro Mps”. Dopo l’approvazione del capital plan da parte del cda di Rocca Salimbeni e in attesa delle decisioni dell’Europa, Siena è tornata a dibattere della situazione della banca.

I lavori sono stati introdotto dall’assessore comunale Francesco Michelotti. “E’ stato opportuno proporre questo incontro – ha detto – in maniera “laica”, senza simboli di Fratelli d’Italia e negli spazi concessi dall’Università. Abbiamo invitato il senatore Adolfo Urso, personalità molto attenta ai temi della banca che riuscirà a darci un resoconto di quello che sta avvenendo cercando di comprendere, allo stesso tempo, un argomento fondamentale: capire come incide l’attuale crisi di governo negli affari del Monte. Sullo sfondo c’è il tema del ruolo della Fondazione: contenzioso e azione giudiziaria che per noi, come amministrazione, si rivela fondamentale per capire il futuro di tutto il territorio”

Introduzione affidata quindi all’assessore Paolo Benini. “Credo che il tema della banca – ha spiegato – sia un tema fortemente, identitario per questa città. La banca è vittima di un processo di declino al quale non riusciamo a porre termine: senza identità non si va da nessuna parte, l’identità è la storia e la radice di un gruppo. Quindi Mps è parte importante della nostra identità e la vicenda non va vista solo dal punto di vista economico. La mia opinione è che quando si parla di azione legale si debba dara un segnale forte alla città nel senso che promuovendo l’azione legale non vogliamo solo recuperare dei soldi ma fare un’azione di coraggio: è arrivato il tempo del coraggio, i timori ci sono stati fin troppi e non hanno portato bene alla città”.

IL dettagliato intervento del senatore Adolfo Urso , vicepresidente del Copasir (Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica) è partito proprio dal concetto di identità: “Il Monte è l’identità della città -ha detto – non solo la più grande e antica banca del mondo. La banca per tanti secoli si è identificata nei valori della città e questo non va dimenticato. La civiltà si identifica anche nelle sue creazioni: la banca di Siena è una delle creazioni più innovative che il tempo ci ha regalato. Oggi siamo di fronte a un bivio. Il Comitato parlamentare per la sicurezza delle Repubblica è concepito a maggioranza dell’opposizione qualunque sia la forza numerica perché è contraltare del governo nel tutelare la sicurezza nazionale che si tutela anche tutelando la sicurezza finanziaria, bancaria ed economica del nostro paese. Uno dei due documenti pubblici approvati all’unanimità è stato proprio per quanto riguarda la sicurezza in questo senso e ha riguardato anche Mps, al termine di lunghe audizioni in cui abbiamo sentito anche i vertici della Banca. La finanza internazionale, specialmente quella francese mette a rischio la nostra sicurezza e noi sappiamo che Mps è l’Istituto che svolge una funzione importantissima nella tutela dello Stato”.

“Cosa sta accadendo? – ha aggiunto – Approvare in 24 ore il bilancio dello stato ha portato a una norma a fisarmonica che interviene nel 2021: quella norma si dice che sia stata fatta per il compratore destinato cioè Unicredit, anche se ne possono usufruire anche altri. Questo è un destino che qualcuno ha scritto e che si lega a questo governo: evidenzia che anche colui che ha cercato di modificare le leggi di governo, parla del Monte dei Paschi. L’acquisizione da parte di Unicredit del Monte? E’ un impegno preso dall’allora ministro Padoan che decise di salvare Mps facendo acquistare la maggioranza delle azioni dallo Stato. Lo stesso ministro Padoan che diventa poi consigliere di amministrazione di Unicredit.

“Tutto arriva – ha raccontato ancora Urso – poi all’acquisizione di Antonveneta. Perché tutto torna li. Per quale motivo andava comprata Antonveneta e a quel prezzo? I protagonisti tornano nel luogo del delitto, per fare cosa? I misteri degli attori: avere insieme Unicredit e Monte. Ma a quale prezzo? Io parlo a nome dei cittadini di coloro che hanno investito nella banca, per chi ci lavora. Padoan non ci disse che lo stato c’avrebbe guadagnato? E invece ha fatto perdere le risorse ai cittadini. Sta accadendo in questo momento”.

“Le sorti del governo – ha concluso Urso – dipendono dalle sorti di Mps: se il governo non si mette d’accordo sulle sorti della banca non si raggiungerà la maggioranza governativa. Se non si mettono d’accordo su come chiudere l’azione non si avrà la maggioranza. Per quanto riguarda quello di cui si parla in questi giorni: la banca ha perso decine di miliardi di euro. Hanno già fatto i ristori agli azionisti, sappiamo della ricapitalizzazione che deve fare lo stato. Ma a quanto ammonta per il cittadino italiano e per l’azionista il carico immane di una gestione dissennata voluta dalla ‘ditta’ e pagata oggi dai cittadini? E’ necessario che il governo sappia decidere sulla base dell’interesse nazionale ma anche sulla città di Siena. Bisogna capire quale sia l’aspettativa e la sensibilità della città di Siena: di coloro che sanno bene che il Monte è la storia millenaria della città”.

In video conferenza è interventuta anche Letizia Giorgianni presidente Associazione Vittime del Salvabanche. “Formalmente – ha spiegato – il mio ambito è quello di tutelare i risparmiatori, l’anello più debole in questi anni. Nel caso del Monte sono gli azionisti la categoria di risparmiatori più colpiti: in altri casi sono stati in qualche maniera risarciti. Per esempio gli azionisti di banca Etruria sono stati risarciti, cosa che non è successa per il Monte perché il Mps è stato certo salvato con soldi pubblici, ma agli azionisti non è arrivato un solo centesimo. Azionisti che non hanno nessuna responsabilità nelle scelte nefaste fatte dal management della banca, così come confermano le ultime sentenze. La banca non ha evidenziato importanti dati patrimoniali che se disvelati avrebbero inciso sia sul costo degli investitori sia nella determinazione o meno nell’acquisto. Quando una banca inizia ad andare in crisi, cosa si tende a fare? Il cda tende a ricapitalizzarla: con gli istituzionali è impossibile perché ben consapevoli dei rischi e quindi si va incontro a quella che chiamo “carneficina sociale” vendendo i prodotti alle persone che meno hanno la capacità di comprendere il prodotto che stanno acquistando. È importante far sapere ai cittadini che possono far valere i propri diritti: chi intende procedere per una azione risarcitoria dovrebbe farlo adesso. Prima di una fusione, acqiusizione o altro, non lo sappiamo ancora”.

E’ intervenuto anche Franco Vaselli deputato della Fondazione Mps. “Il dialogo è sempre importante – ha detto – . Il problema in Fondazione è molto sentito: con il mio ruolo posso dire è che la Fondazione sta facendo il suo ruolo di trattativa, ma nell’ambito di un progetto più ampio. La Fondazione nel futuro avrà un ruolo importantissimo nello sviluppo del territorio perché non ci scordiamo che ha investito molti soldi, ad esempio, su Toscana Life Sciences, circa 25 milioni e oggi stiamo vedendo cosa di buono abbiamo fatto. Il nostro futuro è quello di Siena: parlando di banca il presidente Rossi sta convocando diversi confronti. Due tavoli sono aperti: i milioni da destinare al territorio, quello del futuro della banca. Nella richiesta di risarcimento neic confronti di Mps passato abbiamo dato un forte segnale. Il nostro ruolo è attivo nella trattativa e cercare di portare a casa fondi da destinare nel territorio e anche unire a questo un tavolo dove avere garanzie per la banca. Abbiamo vari scenari davanti: ci teniamo a tutelare la città di Siena per rinnovare lo spirito identitario del nostro territorio e della banca”.

Il senatore Adolfo Urso ha poi risposto a una domanda su come interrompere la “slavina” in corso. “Il processo – ha detto – si può interrompere: se cambia il governo un nuovo Ministro dell’economia affronterebbe la fusione in modo diverso. Credo poco alla possibilità che il Monte possa sopravvivere come polo pubblico, semmai solo come fase transitoria. Penso però che un nuovo ministro, libero da conflitti di interesse, possa chiedere e in questa fase ottenere dalla Commissione europea una proroga: il Covid ha comportato una situazione di emergenza che ha un impatto anche sulla quotazione in borsa delle banche italiane. Chiedere alla commissione una proroga di due anni visto anche che il patto di stabilità è stato sospeso. Ove questo avvenisse ci sarebbe più tempo per Mps per risanare e trovare un partner meno esigente e con meno problematiche di quanto lo sia oggi Unicredit. Privatizzando poi in un contesto più normale: questa strategia terrebbe meglio conto delle vere esigenze. La fusione con Unicredit non gioverebbe molto a nessuno, perché l’intero sistema finanziario italiano deve affrontare una fase di ristrutturazione. Tra due anni sarebbe meglio”. 

“Guadagnare tempo? – ha aggiunto ancora -Sicuramente si. Il ministro Roberto Gualtieri ha dovuto accettare una norma secondo la quale si dovrà presentare in parlamento per parlare dei risvolti dell’operazione proposta. Dovrà spiegarlo in parlamento e in maniera trasparente. Sulla commissione inchiesta sulle banche: la norma impone che si debba presentare al parlamento una relazione annuale sugli strumenti legislativi al termine di ogni anno di lavoro. L’anno scade nel prossimo febbraio: qui ci deve essere anche l’argomento Monte dei paschi di Siena. Questo è il vero tesoro che è stato sottratto alla città di Siena. Come riassettare il sistema bancario italiano perché sia di servizio ai cittadini italiani”. 

Ha chiuso i lavori l’onorevole Giovanni Donzelli. “C’è forte attenzione da parte del nostro gruppo di Fdi. Siamo passati dalle banche che “drogavano” l’economia del territorio a un momento in cui queste banche rischiano di sparire. La soluzione pensata adesso per le banche è di slegarle completamente dai territori e questo sarebbe disastroso. È un tema nazionale, ma che noi toscani sentiamo doppio: affrontare questa fase senza spirito di fazione, ma nell’interesse nazionale. Dobbiamo pensare al futuro delle banche del territorio anche provando a fare sistema cercando di trovare una soluzione diversa da questa che prevede una “svendita”. Massima attenzione da parte nostra per preservare la banca Mps, banca del territorio”.  (Fonte: Gazzetta di Siena)

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