ENI SAIPEM: Urso (Fratelli d’Italia) governo chieda convocazione consiglio nato per discutere presenza della Turchia nell’alleanza e ponga veto su adesione EU

ENI SAIPEM: Urso (Fratelli d’Italia) governo chieda convocazione consiglio nato per discutere presenza della Turchia nell’alleanza e ponga veto su adesione EU

Adolfo Urso, candidato al Senato nelle liste di Fratelli d’Italia e già per otto anni viceministro al commercio estero, in una nota dichiara:

“La vicenda della nave ENI Saipem 12000, fermata da unità militari turche nella zona economica esclusiva di Cipro, non deve essere sottovalutata dalla stampa e dalla politica, in questo clima di campagna elettorale dominato da fatti di scarsa importanza, anziché dal dibattito sul nostro futuro.

Dopo solo pochi giorni dal discutibile invito in Italia dell’uomo forte di Ankara – voluto dal premier Gentiloni del Partito Democratico – il nostro paese sta già subendo da parte della Turchia uno schiaffo sulle attività dell’ENI all’estero, che sono il simbolo degli interessi nazionali delle nostre imprese.

Questo certifica il fallimento del meeting di Roma e l’incapacità di un Governo succube, che non ha osato mettere sul tavolo quelle armi di negoziato di cui pure dispone, in alcuni dossier ai quali la Turchia è molto sensibile, grazie alle quali una situazione di tensione come questa avrebber potuto essere prevenuta.

Il ritiro della Saipem dalle acque di Cipro, imposto contro il diritto internazionale e con la minaccia delle armi, da un paese nominalmente alleato, sarebbe un disastro per la residua credibilità estera dell’Italia, che ha già perso il proprio ruolo di guida nel mediterraneo con la guerra in Libia, dichiarata da un altro alleato.

Cedere a Cipro non significherebbe solo perdere il diritto di sfruttare un giacimento, ma segnalare definitivamente di fronte alla comunità internazionale la nostra incapacità di far rispettare il nostro ruolo ai nostri stessi alleati, abbandonando ogni promessa di difendere le nostre imprese che operano nel mondo.

Per questo il Governo dovrebbe reagire decisamente alla provocazione di Ankara, non limitandosi ad elevare proteste e chiedere aiuto ai paesi europei, ma provvedendo ad atti appropriati nelle due sedi chiave del Consiglio NATO e del negoziato di adesione della Turchia alla UE.

Comunicando pubblicamente l’esistenza di un veto italiano sull’adesione della Turchia alla UE e chiedendo con altrettanta trasparenza la convocazione del Consiglio del Nord Atlantico per discutere la posizione della Turchia rispetto ai suoi obblighi verso gli alleati, l’Italia può ancora inviare un chiaro messaggio al regime.

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